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PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta
di legge, già approvata dalla Camera e modificata dal Senato, d'iniziativa dei deputati Bonito ed altri: Norme in materia di incompatibilità dell'esercizio della professione di avvocato.
Ricordo che nella seduta del 3 novembre scorso si è conclusa la discussione sulle linee generali delle modifiche introdotte dal Senato.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame delle modifiche introdotte dal Senato e accettate dalla Commissione.
Avverto che la I Commissione (Affari costituzionali) ha espresso il prescritto parere, che è distribuito in fotocopia (vedi l'allegato A - A.C. 543-B sezione 1).
Avverto altresì che la V Commissione (Bilancio) ha espresso il prescritto parere, che è distribuito in fotocopia (vedi l'allegato A - A.C. 543-B sezione 2).
Avverto che non saranno posti in votazione gli articoli 1 e 3, in quanto non modificati dal Senato.
Avverto che non sono pubblicati nel fascicolo, a norma dell'articolo 70, comma 2, del regolamento, gli emendamenti presentati direttamente in Assemblea non riferiti a parti modificate dal Senato.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, è vero che il Presidente della Camera nella Conferenza dei presidenti di gruppo ha deciso di passare al provvedimento in esame, tuttavia a me pare che ciò sia improprio. Infatti, dopo la decisione dell'Assemblea di invertire l'ordine del giorno e di passare all'esame dell'argomento iscritto al punto n. 4, è del tutto evidente che si sarebbe dovuto riprendere dall'esame degli argomenti iscritti ai punti 2 e 3. Rispettiamo comunque la decisione assunta.
Tuttavia, signor Presidente, mezz'ora fa è successo qualcosa di politicamente rilevante in quest'aula: mezz'ora fa il Governo e la maggioranza sono stati battuti su una pregiudiziale di costituzionalità. Si tratta di un fatto eccezionale. Siamo abituati ad assistere alle défaillance della maggioranza ogni volta che c'è il voto segreto, e immagino che ciò segnali un disagio sempre più crescente all'interno della maggioranza stessa. Ma è la prima volta che la maggioranza è battuta su una pregiudiziale di costituzionalità su un provvedimento sul quale vi era stato un investimento politico straordinario da parte del ministro della giustizia.
Chiedo pertanto se dobbiamo continuare i nostri lavori in questa indifferenza, senza che il Governo ci dica che conclusioni intenda trarre da questo voto.
PRESIDENTE. Onorevole Castagnetti, scusi se la interrompo: questo è un pregevole argomento politico, ma dal punto di vista dell'ordine dei lavori, dal momento che c'è stata una riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo...
RENZO INNOCENTI. Il Governo non c'è!
LUIGI GIACCO. Vergognatevi!
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, c'è un gruppo della maggioranza totalmente assente! Non sappiamo se c'è ancora la maggioranza, se il Governo può contare ancora sulla maggioranza! Non c'è un membro del Governo! Come possiamo cominciare a discutere? Il Governo non c'è! Le chiedo di prendere atto che il Governo non c'è più! Se ne traggano le conseguenze, signor Presidente! Il Governo non c'è più (Prolungati applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici di sinistra-L'Ulivo, Misto-Verdi-L'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)!
PRESIDENTE. Siamo d'accordo, lo vedo anch'io che il Governo in questo momento non c'è. Non è che l'assenza
determini una carenza di carattere costituzionale, è una carenza fisica, non di carattere giuridico, mi pare sia chiaro. Sospendo brevemente la seduta in attesa del rappresentante del Governo, sono fiducioso che arrivi... Vedo il ministro Giovanardi entrare in aula, ed allora revocherei la decisione di sospendere.
Collega Castagnetti, ho già fatto una piccola osservazione che verteva non tanto sulla validità delle sue argomentazioni politiche quanto sulla loro congruenza rispetto all'ordine dei lavori, che ha una sua dinamica del tutto avulsa dalle questioni politiche che, naturalmente, ognuno è libero di prospettare. Non c'è nulla di male a farlo.
LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, onorevole Violante, sempre con la nota sintesi, naturalmente.
LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, questa è una sede politica. Ed è vero che c'è un ordine del giorno ma...
PRESIDENTE. Sono qui dal 1968.
LUCIANO VIOLANTE. Io da un po' dopo, ma senza interruzioni. Presidente, dicevo che questa è una sede politica e, come ha appena sostenuto il presidente Castagnetti, in quest'aula è avvenuto un fatto politico: la maggioranza è stata sconfitta su un punto determinante e la Lega non c'è più. Vorrei sapere, Presidente, quale sia la situazione politica nella quale ci troviamo in questo momento. La sconfitta del ministro Castelli è evidente. La sconfitta della Lega è evidente. A questo punto, mi pare ci sia una questione politica: il povero collega Giovanardi è organo monocratico, perché oggi ha risposto a sette interrogazioni a risposta immediata, ha partecipato alla Conferenza dei presidenti di gruppo, ora segue materie come lavori pubblici, giustizia e non so cosa altro. Credo ci sia un problema di stanchezza del collega Giovanardi - ho questa impressione - ma anche di debilitazione del Governo, che è costretto ad affidarsi soltanto alla figura di questo collega, che noi stimiamo, per reggere tutta quanta la complessa materia del rapporto con l'Assemblea.
Quindi, signor Presidente, non so se sia il caso che, innanzitutto, venga in aula il ministro competente in materia e che, comunque, ci sia un momento di riflessione anche politica sull'effetto che il voto di oggi ha avuto sulla tenuta del Governo. Infatti, mentre qui maggioranza ed opposizione bocciavano il Governo, il Presidente del Consiglio diceva che va avanti tranquillamente a fare le riforme. Quindi, vorremmo capire bene la situazione in cui si trova il centrodestra in questo momento (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
PRESIDENTE. Onorevole Violante, si è tenuta la Conferenza dei presidenti di gruppo. C'ero anch'io, quindi non posso nemmeno avere un alibi, che lei potrebbe gradire, se ci fosse. Nella Conferenza dei presidenti di gruppo, il Presidente ha posto alcuni problemi. Lei stesso, onorevole Violante, ha interloquito. Hanno interloquito altri colleghi, tra i quali il collega Elio Vito. È stato ritenuto - il Presidente lo ha asseverato - che si dovesse procedere all'esame del provvedimento al punto 5 dell'ordine del giorno.
I problemi politici restano presenti, e lei li ha evocati. Lo ha già fatto il collega Castagnetti. Tuttavia, non credo che questo possa incidere sulla prosecuzione dei lavori, come deciso dal Presidente alla vostra presenza e senza la vostra opposizione.
Quindi, devo andare avanti, dopo di che i problemi della maggioranza e della Lega, di questo o di quell'altro rimangono assolutamente da risolvere, in quest'aula e fuori da quest'aula. Ma non tocca a me che, in questo momento, presiedo. Quando sarà seduto al mio posto di semplice deputato, esprimerò anche la mia opinione su questo argomento.
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