VIII COMMISSIONE
AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI

AUDIZIONE


Seduta di marted́ 4 luglio 2000


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La seduta comincia alle 13.

Sulla pubblicità dei lavori.

PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata anche attraverso impianti audiovisivi a circuito chiuso.
(Così rimane stabilito).

Seguito dell'audizione del ministro dei lavori pubblici, Nerio Nesi, sugli orientamenti programmatici nei settori di competenza.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito dell'audizione del ministro dei lavori pubblici, Nerio Nesi, sugli orientamenti programmatici nei settori di competenza.
Ricordo che nella seduta del 1o giugno si è svolta la relazione del ministro e in quelle del 13 e del 20 giugno i colleghi sono intervenuti formulando quesiti e sollecitando richieste di chiarimento. Il ministro Nesi replicherà oggi alle osservazioni espresse.
Gli do pertanto la parola.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Mi scuso con i commissari per il tono della mia voce dovuto al fatto che ieri ho trascorso l'intera giornata a Milano a discutere della Milano-Bergamo-Brescia, che presenta notevoli problemi, e della Pedemontana lombarda.
Abbiamo raggruppato le risposte alle domande poste dai colleghi in 28 schede, che procedo ad illustrare.
Rispondendo alle domande dei colleghi Calimani, Zagatti, Galdelli, Casinelli e Radice, vorrei in primo luogo soffermarmi sul deferimento alle regioni del complesso delle strade. Si è svolta una conferenza unificata Stato-città-autonomie locali per preparare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri; lo schema di provvedimento dispone che i conferimenti funzionali siano operativi a decorrere dal 1o gennaio 2001, prevedendo l'assegnazione alle regioni di un ammontare complessivo di risorse finanziarie in conto capitale pari a 2.842 miliardi. Per quanto riguarda il personale, il deferimento prevede il trasferimento alle regioni di un contingente numerico di 3.920 unità dell'ANAS (con qualifica impiegatizia e operaia) su circa 7 mila; oltre a questi, è previsto il trasferimento alle regioni di 40 dirigenti, con una dotazione finanziaria adeguata. Stiamo discutendo con il Presidente del Consiglio, l'ANAS e le regioni. Non è ancora chiaro quanto questo inciderà invece sul personale del ministero in quanto tale.
I colleghi Zagatti, Martinat, Galdelli e Radice hanno posto domande sul piano triennale dell'ANAS, che negli anni scorsi è stato presentato il 22 maggio 1997, il 23 gennaio 1998 e nel febbraio del 1999. Quest'anno, in seguito al cambiamento del ministro e alla situazione di transitorietà derivata dal trasferimento previsto di compiti alle regioni, abbiamo pensato di aspettare un momento d'accordo con l'ANAS - comunque è quasi pronto - anche perché ho voluto che questa prima di approvare il suo piano dicesse al


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ministero cosa pensa di fare in ordine ad alcune domande precise che il ministero le ha rivolto.
Ricordo in proposito che l'ormai famoso parere del Consiglio di Stato di un mese fa, oltre a parlare in modo specifico dell'autostrada Asti-Cuneo, ha definito quali debbano essere i rapporti tra il Ministero dei lavori pubblici e l'ANAS; ha tolto al ministero, sempre nell'ambito di un parere di tale natura, il potere di dare direttive di gestione e riaffermato il concetto secondo cui il ministero e il ministro, il quale aveva già perduto la presidenza dell'ANAS, hanno soltanto un potere di alta vigilanza. Naturalmente si può discutere molto sul significato dell'espressione «alta vigilanza»; stiamo esaminando il punto, in pieno accordo con l'ANAS, che a sua volta si trova ad avere compiti e poteri, ma anche doveri e responsabilità nuovi.
Abbiamo rivolto all'ANAS una serie di richieste stabilendo che: riferisca puntualmente in ordine all'attuazione del precedente piano triennale, in quanto, prima di indicare il nuovo, il ministro competente vorrebbe sapere fino a che punto è stato attuato il precedente; dia un rendiconto dei rapporti con le regioni, le province e i comuni e delle richieste non accolte quest'anno per mancanza di risorse finanziarie; dica come è intervenuta in relazione ad interrogazioni parlamentari presentate in questa legislatura, che sono moltissime, in modo da avere un rapporto più diretto con il Parlamento; indichi come prevede di inserire nella sua programmazione le nuove tratte autostradali da realizzare direttamente o con lo strumento della finanza di progetto.
Di questo problema molto serio abbiamo discusso ieri lungamente a Milano - erano presenti anche gli esponenti della società che si propone come concessionaria della strada Milano-Bergamo-Brescia - interrogandoci sui nuovi rapporti con l'ANAS sulla finanza di progetto. La finanza di progetto esaurisce completamente i compiti dell'ANAS? Riporta questi compiti al ministero? Sono problemi che hanno una valenza giuridica, tecnica e finanziaria di prim'ordine.
Il ministero ha ancora richiesto all'ANAS: dica - per iscritto, in modo definitivo e organico - che cosa ritiene di avere come compito per interventi di manutenzione, non essendo ancora sufficientemente chiarito come sia diviso tra le concessionarie e l'ANAS; dica come ha adempiuto all'incarico che aveva ricevuto di regolamentare la pubblicità stradale.
Si tratta di un problema delicatissimo. Ho ricevuto ieri a Milano il presidente di tutte le società che gestiscono la pubblicità sulle strade, il signor Rodriguez, con il quale ho avuto uno scambio di idee interessante da cui è emerso che l'ANAS deve dare una precisa indicazione della politica da seguire, sempre che le spetti. Comunque questa faccenda sta diventando - ricevo moltissime lamentele - pericolosa; anch'io ho notato che la pubblicità abusiva sulle autostrade non ha sanzione, perché si discute molto anche sul piano giuridico se si possa sanzionare una pubblicità fatta da un privato sulla sua proprietà.
Il collega Radice ha posto una domanda precisa sulla situazione delle convenzioni autostradali, questione delicata e seria. Le convenzioni con le società autostradali sono state tutte rinnovate - il termine era il 30 giugno scorso -, fatta eccezione per la SATAP (Torino-Alessandria-Piacenza e quindi Asti-Cuneo), la SAV (Società autostrade Valdostane), la SITAF (il traforo del Fréjus) e infine il Consorzio delle autostrade siciliane. Queste sono le quattro società concessionarie che non hanno ancora avuto dall'ANAS - che è il contraente sotto l'alta vigilanza del ministero - il rinnovo della concessione. In previsione di questo nell'ultima riunione del CIPE cui ho partecipato ho ottenuto dal presidente, il collega Visco, che la possibilità di concessione a queste quattro autostrade venga prorogata di sei mesi, in attesa di trovare una definizione delle questioni in corso. Abbiamo quindi questi mesi di tempo, che naturalmente spero non dover utilizzare per intero perché è interesse di tutti, sia delle società autostradali sia dell'ANAS sia del ministero, che le concessioni vengano rinnovate al più presto, se devono essere rinnovate.


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Sempre per rispondere alla domanda del collega Radice, abbiamo ufficializzato nei rapporti con il Presidente del Consiglio dei ministri le autostrade cui è stata riconosciuta priorità assoluta.
Per quanto riguarda l'Italia settentrionale si tratta dell'autostrada Asti-Cuneo, dell'autostrada Milano-Brescia, dello svincolo di Mestre. Con riferimento in particolare alla Liguria, vengono individuate, tra quelle considerate di altissima priorità, tre opere esclusivamente ferroviarie di competenza del Ministero dei trasporti. Eravamo ieri a Milano insieme con il ministro Bersani e abbiamo concordato anche su questo punto; si tratta - posso dirlo anche a nome del collega - della definizione del problema annoso di rendere doppio il binario sulla Genova-Ventimiglia, del problema del terzo valico e della Pontremolese.
Genova - è una notizia positiva - sta diventando il primo porto del Mediterraneo per larghi settori dei trasporti, avendo battuto Marsiglia e quasi pareggiato Barcellona, ma tutta l'attività di questo grandissimo porto è resa molto difficoltosa dal fatto che le merci, una volta giunte lì, si bloccano.
Per quanto riguarda l'Italia centrale, vi è la famosa Variante di valico tra l'Emilia e la Toscana sull'autostrada A1.
Nell'Italia meridionale è stato individuato il collegamento tra la Campania, la Calabria e la Basilicata, ossia l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, che l'altro giorno ho percorso in dodici ore, naturalmente fermandomi ai cantieri (Interruzione dell'onorevole Radice). Ero su un pulmino. È stata poi indicata la strada statale 106, così detta ionica, altrettanto importante, che dalla Puglia va alla Calabria.
Per quanto riguarda la Sicilia, abbiamo l'autostrada Siracusa-Gela e per quanto riguarda la Sardegna la strada statale 113, la Cagliari-Porto Torres, destinata ad attraversare tutta l'isola, chiamata Carlo Felice.
Queste sono le famose otto opere, che sono state già presentate al Presidente del Consiglio, il quale tuttavia mi ha chiesto di illustrarle con delle slide in modo chiaro nella prossima riunione del Consiglio dei ministri del 14 o del 21 luglio.
Naturalmente programmare significa avere consensi e critiche, come risulta evidente. Queste otto infrastrutture discendono dalla richiesta precisa rivolta dal Presidente del Consiglio al ministro dei lavori pubblici di indicare quelle ritenute in tutto il territorio nazionale assolutamente prioritarie.

ROBERTO MARIA RADICE. Perché non è inclusa la Pedemontana lombarda?

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Perché ce ne è già una per la Lombardia; del resto manca anche quella veneta. Ma questo non vuole dire, onorevole Radice, che queste opere non si faranno; ne è stata scelta una per regione per dare la sensazione che ci muoviamo all'intero paese.
Per quanto riguarda alcune delle singole autostrade su cui vi è stata una richiesta specifica, sappiamo tutti quali siano i problemi della Asti-Cuneo, sulla quale stiamo facendo tutto quello che umanamente è possibile fare affinché il 14 luglio vi possa essere la riunione definitiva. In questo senso, dopo aver parlato con il Presidente del Consiglio, ho mandato una lettera ai presidenti delle province e ai prefetti di Asti e di Cuneo. La data del 14 luglio nasce dal seguente iter: il ministero, al quale è stato diretto il parere del Consiglio di Stato, ha dovuto darne comunicazione ufficiale all'ANAS (anche se questa naturalmente lo sapeva il giorno dopo); essa è obbligata ad inviare tale parere alla società concessionaria e così ha fatto dando alla società stessa sette giorni di tempo per rispondere; non appena avrà risposto, dovrò parlare con il Presidente del Consiglio, quindi con il ministro del tesoro perché eventuali decisioni in ordine al commissariamento di pezzi o del tutto dipendono anche dal quel ministro, di cui è previsto il concerto.
Le date sono quindi strettamente correlate; purtroppo - ho il dovere di dirlo - è arrivata oggi una lettera della società concessionaria la quale sostiene di avere


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bisogno di un mese di tempo anziché di sette giorni. Questo vuol dire che praticamente salta l'intero progetto. In tal senso - ho il dovere di riferire alla Commissione competente della Camera - ho incontrato al ministero il proprietario dell'autostrada Torino-Milano (la quale è proprietaria della Torino-Piacenza, la quale è proprietaria della Asti-Cuneo), il signor Gabio; erano presenti il capo di Gabinetto, il capo dell'ufficio legale, il direttore generale competente perché questa autostrada Asti-Cuneo toglie la metà del tempo. È un problema serio, lo capisco, non mi scandalizzo, ma ho il dovere di dire come stanno le cose. Si va delineando una possibilità di accordo, che comunque vorrà dire che l'ANAS dovrà comprare i progetti fatti dalla società concessionaria, se delle due opzioni indicate dal Consiglio di Stato decide di attuare la prima, secondo cui rimane inalterata la concessione per la Torino-Piacenza e si annulla la seconda parte, ossia la Asti-Cuneo. Mi sembra che lo stesso proprietario dell'autostrada sia abbastanza favorevole a quest'ipotesi (Interruzione dell'onorevole Martinat). Mi pare che l'onorevole Martinat abbia detto una cosa esatta.
Comunque, le popolazioni locali, indipendentemente dalle opinioni politiche, chiedono con insistenza la Torino-Asti-Cuneo; la chiedono anche i due grandi industriali locali, come è noto di livello mondiale, Ferrero e Miroglio, che conosco anche personalmente e con i quali ho parlato. In realtà, secondo quanto mi dicono - parlo alla Commissione con estrema franchezza - ad essi dell'autostrada Asti-Cuneo non importa poi molto, ad essi interessa la Asti-Marene, perché il centro industriale di quella zona è Alba. Vi sono difficoltà anche di questo genere; vorrei che la Commissione si immedesimasse nella situazione.
È stata oggetto di una richiesta specifica del collega Radice la famosa Brebemi, ossia la Brescia-Bergamo-Milano, della quale abbiamo lungamente discusso ieri in una località vicino a Milano, Melzo, in una delle zone toccate dall'autostrada, alla presenza anche del direttore generale della Brebemi, dell'onorevole Fumagalli e del senatore Maconi. È chiaro che si tratta di un pezzo di autostrada di sicuro successo anche economico e tuttavia dall'atmosfera che si è creata attorno al progetto - mi sono fermato tre ore in quella località - è emerso un fatto: ci sono problemi anche per quello che riguarda il percorso, non essendo sicuro che quello ideato vada bene ai comuni e alle province interessate, per cui ci vorrà un po' di tempo. Pertanto, siamo rimasti d'accordo, che, mentre si va avanti per la identificazione del progetto, il Governo e il Parlamento dovrebbero procedere per rendere possibile la concessione. Questo sia che approvi sia che non approvi la Camera dei deputati l'articolo 18 di quella legge omnibus che aboliva il divieto risalente al 1975 di costruire autostrade e inseriva la possibilità di realizzarle a due condizioni: che queste fossero inserite nel Piano nazionale dei trasporti e che fossero inserite nel piano triennale dell'ANAS. Dico questo perché il provvedimento arriverà in questa Commissione ...

ROBERTO MARIA RADICE. È già venuto.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Naturalmente siete padronissimi di fare quello che volete, ma quella previsione normativa, da me elaborata insieme alla senatrice Toia, è stata il frutto di una trattativa durissima (di intere notti).
Poiché anche da parte del Senato sono state formulate giustamente osservazioni sui tempi, voglio anche dire che il Piano generale dei trasporti verrà presentato, insieme al collega Bersani, con cui abbiamo lavorato in questi giorni di comune accordo, secondo l'impegno assunto di fronte al Senato della Repubblica il prossimo 15 luglio. Naturalmente questo non vuol dire che sia definitivo: il 15 luglio il ministro dei trasporti lo presenta insieme al ministro dei lavori pubblici e al ministro dell'ambiente al Presidente del Consiglio; questi lo invia alle Commissioni competenti della Camera e del Senato...


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ROBERTO MARIA RADICE. E intanto vanno in ferie!

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Tuttavia, onorevole Radice, nel frattempo, in luglio alla periferia non troveranno un accordo sul percorso. Dobbiamo andare avanti contemporaneamente se vogliamo fare quest'autostrada; i discorsi che ieri venivano fatti sul posto erano questi.
Gli onorevoli Martinat, Calimani e Galdelli hanno richiesto chiarimenti sullo svincolo di Mestre. Gli enti locali, avendo discusso per mesi come affrontare il problema senza trovare un accordo tra loro, avevano incaricato il Ministero dei lavori pubblici di fare una proposta. Nel frattempo, mentre il ministero la stava studiando, tre autorevolissimi imprenditori veneti (la famiglia Benetton, la famiglia Del Vecchio e il presidente degli industriali Tognana) ne hanno avanzata un'altra, di cui abbiamo dovuto tener conto, avendo questi tre grandi imprenditori dato delega al dicastero stesso. Ieri il direttore generale competente, l'architetto Fontana, persona molto autorevole, ha detto di essere in grado di presentare una proposta definitiva, che in realtà non ho ancora letto. Tuttavia, ho ricevuto dal medesimo direttore generale alcuni dati, da cui ho appreso che potrebbe articolarsi in tre punti: un tunnel a canne separate (parliamo del tratto Mestre-Venezia, di terribile delicatezza), con tre carreggiate per senso di marcia cui aggiungere la corsia di emergenza, sotto l'attuale tangenziale; un bypass in superficie sull'attuale tracciato per risolvere il problema del traffico sull'area urbana di Mestre; la razionalizzazione - l'intervento più complicato - e il potenziamento della viabilità esistente nell'area della seconda cintura. Domani riceverò un fascicolo con una illustrazione dettagliata...

UGO MARTINAT. Quindi, si esclude la tangenziale larga.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Sì.
Non so cosa possa succedere dopo. È importante aggiungere che alla realizzazione di queste opere sono interessate le tre società concessionarie che gestiscono le autostrade Padova-Mestre, Mestre-Trieste e Mestre-Belluno. Secondo quanto risulta dalle prime indicazioni, il costo dovrebbe attestarsi su 1.600-1.700 miliardi; naturalmente a questo punto dovremo esaminare la possibilità che le tre società concessionarie possano realizzare l'opera in autofinanziamento o che necessitino di un contributo pubblico; dovremo quindi aggiornare le rispettive convenzioni.
Credo che abbiamo fatto notevoli passi in avanti; nessuna autorità veneta ha eccepito sul fatto che questa sia l'opera fondamentale.
I colleghi Radice, Martinat, Galdelli ...

PRIMO GALDELLI. Se posso interrompere brevemente, vorrei porre una domanda: dal momento che la Pedemontana veneta è già autorizzata e finanziata, perché non rientra tra le opere considerate di priorità assoluta? Diventerebbero nove anziché otto!

ROBERTO MARIA RADICE. Lo stesso discorso vale per la Pedemontana lombarda!

PRIMO GALDELLI. No, la situazione è diversa.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Io sono, come si dice, «da uovo e da latte», «come le aringhe»: se il Presidente del Consiglio chiede di individuarne non otto ma dieci... Ma allora salta ogni concetto di programmazione; la direttiva che mi è stata data riguardava un'opera significativa per ogni regione italiana.

ROBERTO MARIA RADICE. Quante sono le regioni? Sono più di otto!

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. I colleghi Radice, Martinat e Galdelli avevano richiesto informazioni sulla Salerno-Reggio Calabria, su cui è stato detto


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e scritto moltissimo, troppo. Ad ogni modo, mi sono recato personalmente e ho visto che si tratta di tre tronchi per un totale di 77 lotti. Stiamo lavorando con grande lena; forse, se l'ANAS ha avuto un torto in questa autostrada, è stato quello di non aver impiegato più uomini. L'amministratore dell'azienda era con me; poiché è uomo di grande correttezza morale e professionale, ma forse un po' tirato, gli ho parlato della necessità di far arrivare altri ingegneri. Ne sono utilizzati 20; sono pochi, ce ne vogliono altri 20 giovani e altri 10 anziani.
Ho visto personalmente le ragioni del ritardo. Abbiamo incrociato - mi sono fermato per vederlo - un punto vicino ad un tunnel in cui sono state trovate otto tombe risalenti al Mille, il che ha comportato un'interruzione dei lavori per un anno. Che cosa si poteva fare? Un privato le avrebbe ignorate, ma questo non può essere da parte di un'amministrazione dello Stato. È arrivata la sovrintendenza; sono ancora lì geologi e ...

ROBERTO MARIA RADICE. Sono belle?

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Sono molto belle; i reperti che ho visto sono interessantissimi. Onorevole Radice, lavorano con il pennello, non esistono altri sistemi. Il che vuole dire che quel pezzo rimarrà lì altri sei mesi! Un'idea sarebbe quella di lasciare sul posto le tombe e fare una deviazione, ma in questo caso non si tratta della Milano-Torino: su 445 chilometri di autostrada 200 sono di opere (tunnel e via dicendo). Il costo è quindi ormai definito in 11.300 miliardi, mentre la data è fissata al 2005.
Un giornalista mi diceva di sapere dell'esistenza di un grande imprenditore di Milano pronto a rilevare il tutto; gli ho detto di aspettarlo con ansia. Non si è visto nessuno, anche perché - mi rivolgo proprio alla Commissione della Camera dei deputati - è ipotizzabile mettere dei pedaggi su quest'autostrada?

ROBERTO MARIA RADICE. Sì.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Mah ...

ROBERTO MARIA RADICE. Moltissime persone venute a dire «no», alla fine sono uscite dicendo: «Mettete i pedaggi, ma fate velocemente l'autostrada».

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Altri ostacoli sono derivati dalla scoperta di rifiuti abusivi inquinatissimi, per cui sono stati interrotti immediatamente i lavori per procedere al disinquinamento, in quanto in quella zona si verificano situazioni non controllate dallo Stato.
Un terzo tipo di ritardi è dovuto al fatto che i grandi enti nazionali (ENI, ENEL, Ferrovie dello Stato, Telecom) hanno impiegato mesi e mesi per concedere l'autorizzazione a spostare opere già presenti.
Vi sono stati infine ostacoli per le così dette «situazioni ambientali», che in termini più chiari consistono nella presenza della 'ndrangheta. Abbiamo avuto casi documentati in cui successivamente il primo, il secondo, il terzo vincitore degli appalti hanno detto di non essere più interessati fino ad arrivare a quello che doveva vincere. Questo ha comportato tempi notevoli, la situazione è quella; infatti, come avranno letto sui giornali, non appena sono tornato dalla visita sono scoppiate le bombe sul percorso. Sono ostacoli seri.
D'altra parte, in questo momento stiamo discutendo il fatto che il tratto dell'alta capacità sulla Torino-Milano interseca l'autostrada Torino-Milano ...

UGO MARTINAT. È parallela.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. La interseca. A questo punto, ci viene chiesto di spostare un pezzo dell'autostrada Torino-Milano (sappiamo tutti che cosa voglia dire in termini di viabilità), che naturalmente è di proprietà di Gavi. Ovviamente alla società autostrada Torino-Milano non preoccupa il fatto di spostarla, a condizione che paghi


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lo Stato, oppure a condizione che il ministero autorizzi l'aumento delle tariffe. È ipotizzabile un loro aumento? Sono problemi seri.
Gli onorevoli Martinat e Calimani chiedevano in ordine all'andamento della Pedemontana lombarda, che si trova in una situazione difficile perché è l'unica che può essere oggetto del parere dato dal Consiglio di Stato, secondo cui il pezzo di autostrada Asti-Cuneo è illegittimo perché la gara non è stata fatta con criteri europei. È questa l'unica autostrada che può essere toccata come progetto (la concessione esiste); stiamo discutendo su questo.
Salto alcuni passaggi dovendo assentarmi alle 14.00.
I colleghi Radice e Foti hanno formulato una domanda sul PRUST. Le relative graduatorie sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 13 giugno, dove sono indicati i comuni beneficiari, che già in questi giorni stanno ricevendo le lettere del ministero.
Il PRUST - come ha sottolineato il Presidente del Consiglio, il quale, facendoci un grande elogio, ha detto che un tempo, quando si parlava del PRUST, si pensava al ciclo di romanzi Alla ricerca del tempo perduto, mentre adesso si pensa al Ministero dei lavori pubblici - ha avuto un grande successo. L'idea - posso dirlo perché non è stata mia, ma della direzione generale competente del mio ministero - è consistita nel mettere insieme una serie di forze industriali, commerciali, finanziarie e via dicendo; le richieste arrivano ancora in modo cospicuo da tutta Italia.
Proporrò al Presidente del Consiglio che la dotazione ai lavori pubblici per i PRUST, già prevista nella legge finanziaria, venga prorogata nella prossima in modo che i progetti che seguivano immediatamente quelli che hanno vinto ed hanno dimostrato, per lo meno da parte di questa Commissione, di essere migliori possano essere approvati.
Un problema molto delicato è quello delle politiche abitative del mio ministero, cui tengo molto, di cui hanno parlato i colleghi De Cesaris, Foti, Zagatti, Galdelli, Casinelli, il che sta a dimostrare che vi è un interesse notevole. Come loro sanno, è stata chiusa l'intera partita dell'edilizia residenziale pubblica; i fondi GESCAL non esistono più.

LUIGI OCCHIONERO. Per quanto riguarda le strade, il capitolo è chiuso?

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Rispondo a domande specifiche.

LUIGI OCCHIONERO. Io personalmente insieme all'onorevole Riccio avevo posto una domanda precisa sulla cosiddetta Fondovalle del Biferno, la trasversale Termoli-San Vittore.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Arriverò alla sua domanda.
Come loro sanno la GESCAL è stata abolita, i contributi sono stati chiusi: rimangono 20 mila miliardi - non è una cifra da poco - attualmente presso la Cassa depositi e prestiti. Poiché il Parlamento ha trasferito le politiche residenziali pubbliche alle regioni, teoricamente a queste devono andare le risorse. Stiamo discutendo nella conferenza Stato-regioni come possano utilizzare questa cifra; se possono farlo, siamo i primi a ritenere che quei miliardi debbano andare alle regioni; stiamo cercando di trovare degli accordi perché vengano utilizzati. Ho il dovere di evidenziare questo aspetto non perché sia «centralista» - così non è - ma perché anche rispetto alle strade (stiamo trasferendo 16 mila chilometri) alcune regioni e alcune province hanno chiesto al ministero di riprenderle, non essendo in grado di svolgere il nuovo compito.
Siamo in presenza di una cifra imponente, preziosa, che deve essere utilizzata; tutti noi sosteniamo questo argomento nell'ambito dei rispettivi partiti, delle rispettive componenti perché ci sia una spinta in tal senso. Il ministro non può opporsi: l'edilizia popolare convenzionata è delle regioni. Ho soltanto il timore che


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quei 20 mila miliardi rimangano presso la Cassa depositi e prestiti ancora qualche anno, il che sarebbe un assurdo.
Un altro problema molto delicato in questo campo riguarda la legge sul sostegno dell'accesso alle abitazioni in locazione, su cui hanno chiesto informazioni gli onorevoli De Cesaris, Foti, Zagatti, Galdelli e Casinelli. Al riguardo abbiamo stanziato 700 miliardi, incontrando anche in questo caso difficoltà notevoli. Una deliberazione del CIPE ha stabilito a chi spettino questi mezzi finanziari; si tratta di una questione delicatissima, ossia di stabilire quali famiglie abbiano diritto a questa sorta di regalo da parte dello Stato. Secondo quanto mi raccontano gli uffici competenti del mio ministero, in alcune piccole città accade che il proprietario, saputo del contributo a favore del locatario povero, aumenti l'affitto dicendo: «Se delle 400 mila lire 300 mila te le dà lo Stato, a me danne altre 200». Succedono cose di questo genere! L'inquilino povero è indifeso. Abbiamo dato un finanziamento a tutte le regioni, le quali devono a loro volta distribuirlo ai comuni e questi agli aventi diritto; le difficoltà riguardano soprattutto le regioni nel distribuire ai comuni. Nonostante questo, abbiamo pensato di aumentare la cifra portandola da 700 a 1.000 miliardi.
Sottopongo in termini sociologici un altro aspetto alla Commissione: la città italiana che ha maggiormente utilizzato questa disposizione di legge è Torino; quella che l'ha applicata in misura minore è Milano. Ho chiesto la ragione di questa diversità; Torino è la città in cui la magistratura è stata più rapida nel rendere esecutivi gli sfratti, per cui vi è una situazione molto seria di cui ho parlato con il prefetto; a Milano questo non c'è o non appare.

ROBERTO MARIA RADICE. A Milano altri 200 miliardi della regione sono messi lì.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Abbiamo svolto a Milano una riunione con i proprietari e gli inquilini; non c'è richiesta, diversamente da Torino.
Stiamo predisponendo il disegno di legge «Misure per ridurre il disagio abitativo», di cui è cominciato l'iter ministeriale, cui attribuiamo una notevole importanza. Credo che sia vera la critica rivolta da più parti secondo cui i Governi che si sono succeduti in Italia in questi ultimi anni hanno preso atto di una situazione che mette il nostro paese al di sopra di qualsiasi altro del mondo rispetto alla proprietà delle abitazioni: sappiamo tutti che le famiglie italiane in una percentuale compresa tra il 75 e l'80 per cento sono proprietarie di una casa; inutile discutere sul motivo, che secondo i sociologi è da ricondurre all'elevato grado di insicurezza presente nel nostro paese. Si è ignorato che esiste comunque un 25 per cento che non è proprietario di casa, rappresentato dalla parte più povera della popolazione...

UGO MARTINAT. Non è detto.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. La considerazione che ancora una volta voglio fare riguarda il modo in cui possono essere utilizzati questi 20 mila miliardi, una cifra di grande portata.
Sono di fronte a noi in particolare due disegni di legge, il primo dei quali riguarda il fascicolo di fabbricato (l'onorevole Zagatti aveva posto una domanda al riguardo), su cui vengono espressi pareri negativi e positivi. Questo disegno di legge, che, presentato dai miei predecessori, ho fatto mio, è a mio parere importante (Interruzione del deputato Radice). Mi spiace di non essere d'accordo con l'onorevole Radice, ma credo che, se attuato bene, il fascicolo di fabbricato non sia un documento burocratico in più (la critica verte soprattutto su questo punto).
L'altro disegno di legge, caro alla collega Calimani, riguarda il «Restauro Italia». Proprio con la collega Calimani abbiamo fatto un interessantissimo convegno sull'argomento nella splendida abbazia di Graglia, vicino a Padova; in quella circostanza l'opposizione era autorevolmente rappresentata da Vittorio Sgarbi che ha tutti i demeriti di questo mondo ma di storia dell'arte se ne intende.


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Sia io che Vittorio Sgarbi ci siamo trovati assolutamente concordi nel considerare l'importanza di questo progetto di legge, per il quale bisogna reperire i finanziamenti (il ministero li sta dando in misura molto modesta). Speravamo di poter utilizzare quelli residui del Giubileo, ma non c'è niente da fare perché, secondo la comunicazione fattami ieri dal Presidente del Consiglio, devono essere riversati al Comune di Roma il quale ne ha assoluto bisogno per le maggiori spese sostenute dalle varie aziende comunali in conseguenza del Giubileo. Bisogna quindi trovare altri finanziamenti.
L'onorevole Zagatti ha posto una domanda sull'abusivismo. È stato presentato un disegno di legge del Ministero dei lavori pubblici e di quello dei beni culturali, che è in corso d'esame. Il Presidente del Consiglio mi ha ripetutamente interessato affinché il ministero proceda nella lotta all'abusivismo. Io stesso nel corso del viaggio fatto per la Salerno-Reggio Calabria mi sono recato in Sicilia, dove ho visto vicino a Catania forme di abusivismo spaventose con case costruite sulla spiaggia. L'amministrazione che porta il nome dell'attuale ministro dell'interno aveva cominciato ad intervenire: delle circa 500 ville totalmente abusive presenti nella zona, ne sono state distrutte 70. Devo dire che l'attuale amministrazione di Catania, di segno diverso rispetto all'amministrazione Bianco, avendomi pregato di venire a verificare per attestare la presenza dello Stato, ha assicurato di essere intenzionata a proseguire in tal senso.
Voglio assicurare al collega Zagatti che continueremo su questa strada, non solo a Catania, ma anche nel resto d'Italia; bisogna però che questo disegno di legge sia approvato. La cifra stanziata è minima, non ha senso; si tratta di alcune centinaia di milioni, quando il solo comune di Catania ha messo a disposizione a questo fine nel suo comune 2 o 3 miliardi.
I colleghi Galdelli e Calimani avevano posto interrogativi sulla Pedemontana Veneta. Secondo quanto mi dicono gli uffici (non ho avuto il tempo di documentarmi meglio), l'appalto di servizi per la valutazione della sostenibilità economico-finanziaria dell'affidamento in concessione di costruzione è stato affidato il 28 dicembre 1999. Il decreto di approvazione del verbale di aggiudicazione e di impegno della somma necessaria è stato registrato dalla Corte dei conti il 20 aprile 2000. Nei prossimi giorni sarà sottoscritto il contratto con il soggetto - dicono gli uffici - risultato aggiudicatario. Siamo quindi nella fase iniziale.
Era stata rivolta una domanda specifica sulla trasversale Termoli-San Vittore. Anche in questo caso leggo quanto predisposto dagli uffici. Per la realizzazione del raddoppio dell'itinerario Termoli-San Vittore, che rappresenta un'asse di fondamentale importanza in quanto in grado di collegare il versante adriatico a quello tirrenico, è previsto un costo pari a 2 mila miliardi. Nell'ambito dell'intesa istituzionale di programma Stato-regione Molise, sottoscritta in data 16 febbraio 2000, è stata attribuita all'intervento la massima priorità. In relazione a tale indicazione il Governo ha assunto l'impegno al reperimento dei finanziamenti necessari. In particolare il Governo si è impegnato a stanziare attraverso apposito provvedimento legislativo le risorse necessarie per la realizzazione del raddoppio, da reperire nell'ambito della prossima legge finanziaria. Detto impegno è stato ribadito dal sottosegretario Micheli nel corso di un incontro con la regione. L'accordo di programma-quadro di viabilità, attualmente in corso di istruttoria, attuativo della menzionata intesa istituzionale prevede un finanziamento di 120 miliardi nel sessennio 2000-2005. La realizzazione della variante di Venafro, tratto terminale dell'itinerario, è stata inserita nella bozza di programma triennale ANAS 2000-2002. Tuttavia, detto inserimento è subordinato al verificarsi di un aumento delle risorse stanziate per il triennio dalla legge n. 4899 (finanziaria 2000), che per l'anno 2002 attribuisce alla viabilità solo 990 miliardi. Attualmente è stato predisposto dall'ANAS uno studio di fattibilità e sono in corso contatti tra l'ANAS e la regione


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ai fini del cofinanziamento dei costi e della progettazione preliminare (8 miliardi, di cui il 60 per cento a carico delle regioni, il 40 per cento a carico dell'ANAS).
Ulteriori ipotesi con specifico riferimento al nodo di Salerno sono all'esame dell'ANAS, della provincia, del comune di Salerno e degli altri enti interessati, anche sulla base delle indicazioni fornite da me nel corso dell'incontro tenuto in data 23 giugno a Salerno. In quella circostanza, infatti, mi sono state chieste notizie precise.
Signori, mi rendo conto di non aver risposto a tutto, ma sono costretto ad assentarmi. Sarei comunque disposto a tornare qualora i commissari lo ritenessero opportuno.
In particolare non ho dato risposta alle domande poste dalla mia amica onorevole De Simone, alla quale chiedo scusa e in ogni caso posso rispondere con una lettera!

PRIMO GALDELLI. Mi scusi, signor ministro: nella sua relazione scritta si parla anche del terzo traforo del Gran Sasso?

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Sì, se vuole, gliela leggo.

PRESIDENTE. Dal momento che il ministro alle 14.00 deve allontanarsi, così come aveva precedentemente detto, potrebbe risultare utile avere una copia delle sue schede (Interruzione del deputato Radice)... Mi scusi, onorevole Radice, la prego di non interrompermi. Poiché il tempo non ha consentito al ministro di rispondere a tutte le domande, lo pregherei di far pervenire alla Commissione le schede che aveva portato con sé, in modo tale che i colleghi possano leggere le risposte che egli stesso non ha potuto dare in questa sede.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Vi farò avere una copia di tutto.

PRESIDENTE. Delle altre questioni avremo occasione di discutere in occasione dell'esame dei provvedimenti che sono all'attenzione di questa Commissione.

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. Mi consenta, presidente, di aggiungere due cose.
So a che cosa si riferisce l'onorevole Radice. Ci sono due progetti - uno Berlusconi-Bossi, l'altro Mussi-Zagatti - di cui so di dovere parlare; naturalmente, li ho letti tutti e due. Datemi il tempo di discuterne con i miei collaboratori.

ROBERTO MARIA RADICE. Fa bene a «tirare loro le orecchie» perché sono arrivati fuori tempo massimo!

NERIO NESI, Ministro dei lavori pubblici. In secondo luogo, stamattina si è tenuta una lunga riunione, presente il relatore Treu, l'onorevole Solaroli per il Ministero del tesoro, gli alti dirigenti del mio ministero e la delegazione delle Olimpiadi capeggiata dal sindaco di Torino. Pare che abbiamo trovato, come si dice, una «quadra» sulla questione, di cui discuteremo domani.

PRESIDENTE. Ringrazio il ministro e dichiaro conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 14.5.